lunes, 9 de febrero de 2015

RINALDO CADDEO [14.789] Poeta de Cuba


Rinaldo Caddeo 

(Milán, Italia 1952). Poeta, crítico, traductor  y catedrático. Ha publicado cuatro títulos de poesía: Le fionde del gioco e del vuoto, Narciso, Calendario di sabbia y Dialogo con l’ombra; y la colección de cuentos cortos La lingua del camaleonte. Parte de su obra fue traducida al inglés con el título de Siren’s Song: Selected Poetry and Prose 1989-2009. En 2008 su libro de aforismos, Etimologie del caos recibió mención honorífica en el concurso “Torino in sintesi”.



De Etimologie del caos (Joker Edizione, 2003)
Traducción de Hiram Barrios



¿El espectáculo más grande que se pueda imaginar? El vacío.

Il più grande spettacolo che si possa immaginare? Il vuoto.

***

Dondequiera que vaya hay algo malo: yo

Dovunque vada, c’è qualcosa che non va: io

***

Si te conoces a ti mismo conoces al otro

Se conosci te stesso conosci un altro.

***

El laberinto más intrincado es aquel que no tiene muros: el desierto.

Il labirinto più intricato è quello senza muri: è il deserto.

***

Las palabras no sirven, somos nosotros los que les servimos.

Le parole non servono, siamo noi a servirle.

***

Debajo de la piel hay un mar de sangre.

Sotto la pelle c’è un mare di sangue.

***

Quien decide la guerra se considera el único pacifista sincero.

Chi decide la guerra, si considera l’unico sincero pacifista.

***

Proclamada la igualdad, se sintieron distintos.

Proclamata l’uguaglianza, si sentirono diversi.

***

La transparencia es misteriosa: adentro no se ve nada

La trasparenza è misteriosa: dentro non si vede niente.

***

Dios no espera nada, ni siquiera estar ahí.

Dio non pretende niente, nemmeno di esserci.


***

El juego más divertido es romper el juguete y llorar.

Il gioco più divertente è rompere il giocattolo e piangere.

***

Darwin desciende al hombre del mono. Dios del fango.

Darwin deriva l’uomo dalla scimmia. Dio dal fango.

***

Tocar todo sin aferrarse: aprende de tu sombra.

Toccare tutto senza farsi afferrare: impara dalla tua ombra.

***

Leer: ponerse detrás de las palabras. Escribir: ponerse delante.

Leggere: mettersi dietro le parole. Scrivere: mettersi davanti.



Etimologie del caos, Joker Edizioni, 2003 


Se conosci te stesso conosci un altro.


Il più grande spettacolo che si possa immaginare? Il vuoto.


Le parole non servono, siamo noi a servirle.


Sotto la pelle c'è un mare di sangue.


I virus non si sono fatti rinchiudere allo zoo.


Dovunque vada, c'è qualcosa che non va: io


Siamo noi ciò di cui incolpiamo gli altri.


Chi decide la guerra, si considera l'unico sincero pacifista.


Proclamata l'uguaglianza, si sentirono diversi.


Chi dice noi, tende a te ma intende io.


La croce è il fallimento di due parallele.


Leggerezza trasparenza flessibilità: essere scheletri.


Non mi sento il mio carattere: me lo fanno sentire gli altri.


La trasparenza è misteriosa: dentro non si vede niente.


L'oro è oro, davanti e dietro.


Ogni foglia sa che la luce le vuole bene, ma il sole no.


Un'unghia rotta è più fastidiosa di una testa mozza.


Ogni superficie ci fa le facce.


Dio non pretende niente, nemmeno di esserci.


Nostalgia è, stando lontando dal vicino, stare vicino al lontano.


Il tempo scorre fuori: dentro non esiste età e pulsiamo eterni.


Il gioco più divertente è rompere il giocattolo e piangere.


Toccare tutto senza farsi afferrare: impara dalla tua ombra.


Gli altri sono in me, fuori di me mi sfuggono.


La maschera è vuota dietro, il viso lo è davanti.


Ho l'orizzonte nei miei occhi senza poterlo mai raggiungere.


Suono e silenzio giocano alla cavallina: uno salta sull'altro.


Intorno a me i computer hanno più memoria, io sempre meno.


Mi prendo l'altra mano, l'accarezzo: siamo in due.


Darwin deriva l'uomo dalla scimmia. Dio dal fango.


Il labirinto più intricato è quello senza muri: è il deserto.


Camminando non so cosa c'è dietro, parlando non so cosa c'è sotto.


Oggi la luce è una buccia di limone sul vetro dell'aria.


Ci sono più parole senza cosa che cose senza parola.


Leggere: mettersi dietro le parole. Scrivere: mettersi davanti.


Dio è la formica che hai calpestato, chiedendoti dove era Dio.








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